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HAI
AVUTO UN DANNO DA INFORTUNIO SUL LAVORO?
Il
tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ha sempre
avuto centralità nell’azione rivendicativa della CGIL.
A partire dal dettato costituzionale, attraverso la legislazione
specifica e gli interventi attuati in sede di contrattazione
collettiva, il diritto alla salute ha sempre rappresentato per il
sindacato italiano un argomento cui dedicare estrema attenzione.
Dal 1994, con l’entrata in vigore della legge n. 626, anche
l’approccio al tema della tutela della salute si è orientato
maggiormente verso la prevenzione, attraverso l’istituzione dei
servizi aziendali di prevenzione e protezione (RSPP) e le elezioni
dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ai quali sono
stati attribuiti ruoli e compiti di fondamentale importanza affinché
il rischio di infortunio si riduca o possibilmente scompaia del
tutto.
Nonostante ciò l’atteggiamento delle aziende non è sempre stato
coerente con le previsioni normative.
Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito, accanto ad un aumento
della illegalità
nella gestione dei rapporti di lavoro,
ad un incremento degli infortuni, molti dei quali mortali.
Cosa
fare?
Quando si verificano infortuni sul lavoro la CGIL garantisce
un servizio di assistenza ai lavoratori ed alle lavoratrici
attraverso due canali, strettamente legati:
Patronato
INCA
per la gestione amministrativa della pratica, le comunicazioni
all’INAIL, gli eventuali ricorsi nei casi in cui dovessero esserci
differenze fra le valutazioni relative al danno subito da parte dei
medici dell’INAIL e dei medici legali della CGIL.
Ufficio Vertenze
per valutare, assistiti da funzionari esperti e da avvocati del
sindacato se i danni subiti possono essere ulteriormente risarciti
dalle aziende nei casi in cui vi siano manifeste gravi responsabilità
a loro imputabili.
Normalmente l’accesso a questi servizi avviene attraverso gli
sportelli del Patronato
INCA,
presso il quale i lavoratori e le lavoratrici si rivolgono, o sono
indirizzati dai delegati, in caso d’infortunio su lavoro.
Frequentemente i tempi per la guarigione clinica, la determinazione
della eventuale percentuale di invalidità subita, la gestione di un
eventuale contenzioso con l’INAIL si differenziano
significativamente dalla necessità di agire tempestivamente in
relazione agli aspetti strettamente connessi al rapporto di lavoro,
in particolare nei casi di conclusione di rapporti di lavoro a
termine, lavoro in somministrazione a tempo determinato (ex
interinale), di sospensione
per i soci di cooperativa, piuttosto che di rischi di superamento
del comporto per i lavoratori a tempo indeterminato.
Inoltre, la tempestività dell’intervento è sempre giustificata
dai rischi che un’azione rimandata oltremodo possa rivelarsi
infruttuosa rispetto alle possibilità di una esatta ricostruzione
dell’accaduto, di una puntuale rilevazione sullo stato dei
macchinari piuttosto che sulle modalità operative adottate nello
svolgimento delle lavorazioni.
Vanno raccolti pertanto tutti i documenti relativi al rapporto di
lavoro (lettera di assunzione – buste paga), nonché tutto ciò
che fa direttamente riferimento all’evento lesivo (prospetti di
liquidazione dell’indennità da parte dell’INAIL – verbale
pronto soccorso).
Spesso si rende necessario ricostruire le condizioni di lavoro
avvalendosi ove possibile dei delegati sindacali e dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e/o di persone
presenti al momento dell’infortunio.
Per gli episodi di maggiore gravità vi è un intervento delle
autorità ispettive (ISPETTORATO DEL LAVORO, ASL, PROCURA DELLA
REPUBBLICA,
INAIL) che, oltre a verificare le condizioni del luogo e dei
macchinari ed a verbalizzare quanto rilevato, sentono
l’infortunato affinché renda deposizione di quanto accaduto.
In questi casi è opportuno che il lavoratore infortunato sia in
grado di segnalare al sindacato quale autorità è intervenuta al
fine di rendere più semplice un eventuale accesso agli atti.
Per
questo ed altro puoi contattarci
e saremo lieti di darti le risposte a
tutti i tuoi dubbi e/o incertezze.
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