La polemica sui rincari per il rilascio del Permesso di soggiorno
AMBONI, CGIL: “UNA TASSA INGIUSTA E ODIOSA CHE VA SUBITO RITIRATA”
Dal 30 gennaio il contributo passerà da 80 a 200 euro

Nella polemica aperta a livello nazionale in merito alla tassa sul Permesso di soggiorno, oggetto di un “ripensamento” di una parte dell'esecutivo (del ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, e del ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che hanno provocato la reazione della Lega Nord), interviene Orazio Amboni del Dipartimento Welfare della CGIL di Bergamo. Qui di seguito il suo contributo.
“Il 31 dicembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 6 ottobre 2011 che impone, dal 30 gennaio, il pagamento di un “contributo” per il rilascio del permesso di soggiorno ai cittadini immigrati.
Si tratta di una misura odiosa e discriminatoria che il nuovo Governo deve impegnarsi a ritirare rapidamente, come del resto già alcuni Ministri hanno, a titolo personale, dichiarato.
La motivazione con cui la misura è stata adottata ha il sapore di una beffa: raccogliere le risorse per finanziare il fondo rimpatri. Si fa così pagare agli immigrati regolari l’espulsione degli irregolari.
Attualmente il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno costano 72,12 euro (14,62 per la marca da bollo; 30 per la spedizione dell’assicurata; 27,50 per il costo del permesso elettronico) importi che aumenteranno, dal 30 gennaio, di una cifra che oscilla da 80 a 200 euro a seconda dei casi (1).
Una misura odiosa che colpisce un settore particolarmente debole della popolazione, in prevalenza relegato in lavori a basso reddito ma che paga regolarmente le tasse. Come ha documentato una recente pubblicazione (2) gli stranieri contribuiscono per il 4,1% del gettito complessivo IRPEF a livello nazionale, percentuale che in Lombardia arriva al 4,9%. In Lombardia il 68,6% degli stranieri residenti (contro l’82,4% degli italiani) paga l’IRPEF, mentre il rimanente ha redditi al di sotto del limite imponibile.
La CGIL chiede dunque il ritiro o la profonda modifica del decreto e si impegna a promuovere iniziative di mobilitazione e protesta anche nella nostra provincia”. 

(1) Chi e quanto dovrà pagare:
a) Euro 80,00 (più 72,12) per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
b) Euro 100,00 (più 72,12) per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
c) Euro 200,00 (più 72,12) per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo e per i richiedenti il permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 27, comma 1, lett. a) del testo unico e cioè i dirigenti ed il personale altamente specializzato delle multinazionali.
Sono esclusi dal pagamento della nuova tassa i minori di 18 anni; i cittadini stranieri che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche, nonché i loro accompagnatori; i cittadini stranieri richiedenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari; i cittadini stranieri richiedenti l'aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.
(2) stranieri e tasse ricerca della Fondazione Leone Moressa, disponibile su www.fondazioneleonemoressa.org

Bergamo, mercoledì 4 gennaio 2012