| |
SERTORI, FLC-CGIL DI BERGAMO:
“CARO PETRALIA, SE LA SCUOLA GODE DI POCA STIMA LA COLPA NON È DEGLI
INSEGNANTI”
Di seguito, la lettera
firmata da Tobia Sertori, segretario provinciale della FLC-CGIL di
Bergamo, in risposta ad un articolo apparso su L’Eco di Bergamo
domenica scorsa, 22 gennaio, in cui si
riferiva dell’intervento del Dirigente dell’Ufficio Scolastico
Territoriale di Milano, Giuseppe Petralia, durante un incontro di
formazione organizzato al Conca Verde per i docenti neo-immessi in
ruolo.
“Fa nascere qualche punto di domanda la
presenza a Bergamo del dirigente dell’Ufficio Scolastico
Territoriale di Milano Giuseppe Petralia, collega pari-grado della
dirigente dell’Ufficio orobico Patrizia Graziani. Suscita qualche
perplessità anche lo spazio riservatogli, considerato che Petralia è
portavoce e capogruppo per il PDL in Consiglio Comunale di Bergamo.
Qualche lingua malevola sostiene che non sia stata proprio una
scelta dettata dal caso. Nel merito dell’intervento del dirigente,
mi sembra davvero curioso che Petralia individui negli insegnanti i
‘colpevoli’ della poca stima che godono. Curioso che non abbia
parlato degli interventi del precedente Governo sulla scuola
pubblica e di come gli insegnanti siano costretti a lavorare oggi.
Ridurre, poi, il concetto di ‘tempo pieno’ solo alla voce ‘mensa’ è
a dir poco fuorviante. Considerare il ‘tempo scuola’ solo come
risposta ad un problema legato all’impegno lavorativo dei genitori è
davvero un approccio superficiale. Così come è inutile parlare di
una scuola che omologa gli studenti e non premia il merito senza
dire che per poter premiare i meritevoli e contemporaneamente alzare
il livello culturale di tutti gli studenti è cosa impossibile senza
avere più insegnanti, classi meno affollate, risorse finanziarie
risicate. Parlare in quel modo significa non raccontare la scuola
reale che esiste oggi.
L’istruzione e la formazione, è vero, possono e devono svolgere una
funzione di rilancio del Paese nell’ambito di una crisi economica,
produttiva e sociale. Finanziare progetti nella scuola non sarebbe
un costo ma un investimento per il Paese. Lo dicono lo stesso
ministro Mario Monti, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo
e pure il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Per
poterlo fare, però, la scuola deve essere al centro dell’azione
politica di un Governo. Serve una politica basata su forti
investimenti e su un rilancio sociale di chi la scuola la fa e la
vive tutti i giorni. E non, come negli ultimi anni, scelte che
l’hanno portata a dover sopravvivere a mala pena e a dover fare i
conti con una poca stima che veniva prima di tutto da chi aveva il
compito di difenderla e rappresentarla.
Non mi sembra che le politiche di questi ultimi anni siano state
pensate per un rilancio della scuola pubblica, del valore e ruolo
sociale del mestiere più bello, ma anche più difficile, del mondo.
E nonostante il contesto non facile e le difficoltà, sono state
proprio la passione e l’etica degli insegnanti a far sì che la nave
non affondasse”.
Bergamo, mercoledì 25 gennaio
2012
|