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A seguito della legge n. 183 del 12 novembre
2011
CERTIFICATI O AUTOCERTIFICAZIONI? LE CONTRADDIZIONI DELLA NORMATIVA
Amboni, CGIL: “Difficoltà per molti
cittadini stranieri: gli uffici non rilasciano i certificati che
vengono richiesti, ad esempio, per il permesso di soggiorno.
Manca coordinamento tra comparti dell’amministrazione pubblica”
A partire dall’inizio di
quest’anno sono entrate in vigore novità rilevanti che regolano il
rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione. Ad
introdurle è stata la legge n. 183 del 12 novembre 2011, che, tra le
semplificazioni previste, interviene anche sul rilascio dei
certificati. Di seguito vi invio la nota di Orazio Amboni del
Dipartimento Welfare della CGIL di Bergamo che segnala disagi,
contraddizioni e mancanza di coordinamento fra i vari comparti
dell’Amministrazione Pubblica.
"Dal 1° gennaio 2012 non è più necessario farsi rilasciare
certificati di stato di famiglia, residenza, stato civile o altro,
se tali certificati sono stati richiesti da uffici pubblici, quali
ad esempio Prefetture, Questure, Inps, Motorizzazione, Tribunali,
Università: sarà sufficiente un'autocertificazione sostitutiva. Le
nuove norme stabiliscono, infatti, che la Pubblica
Amministrazione verifichi da sola tutti i documenti dei quali è già
in possesso.
In molti uffici pubblici sono subito apparsi cartelli nei quali
si annuncia, appunto, che non saranno più rilasciati certificati per
i quali il destinatario sia un altro organo della Pubblica
Amministrazione.
Purtroppo non è per tutti così. Una circolare del Ministero
dell’Interno precisa che, per quanto riguarda le pratiche
relative all’immigrazione continuano ad essere richieste le
certificazioni perché esplicitamente previste da norme di legge.
Molti cittadini stranieri si trovano ora in difficoltà perché gli
uffici non rilasciano i certificati che vengono, invece, richiesti
per le pratiche, ad esempio, di permesso di soggiorno. È
evidente che manca un coordinamento tra i vari comparti
dell’Amministrazione Pubblica.
Da un approfondimento effettuato dalla CGIL presso gli uffici della
Questura risulta che la soluzione migliore sia quella di
utilizzare comunque l’autocertificazione, salvo una successiva
integrazione della pratica con i certificati eventualmente richiesti
dall’ufficio cui ci si è rivolti”.
In
allegato, il cartello esposto in Tribunale
Bergamo,
venerdì 3 febbraio 2012
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