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Circa 400 collaboratori a
progetto coinvolti nel nord Italia, una quarantina nella provincia
orobica al lavoro soprattutto per DHL
ISONZO MULTISERVICES.
DOMANI LA PAROLA FINE ALLA VICENDA CON LA STABILIZZAZIONE DEI
COLLABORATORI DI AZZANO
Con le firme sui verbali di conciliazione,
domani (e venerdì), i 43
collaboratori a progetto
della Cooperativa Isonzo Multiservices
di Azzano San Paolo metteranno la parola
fine ad una vicenda iniziata nell’aprile del 2009. Per loro si
procederà alla trasformazione
della posizione da soci collaboratori a progetto in soci lavoratori
subordinati con contratto a tempo indeterminato e con l’applicazione
del Contratto Collettivo nazionale di “Logistica, Trasporto, Merci e
Spedizioni”.
Per Isonzo Multiservices lavorano in tutto il nord Italia
417 collaboratori, che svolgono mansioni
di corriere e spedizioniere per vari committenti, ma principalmente
per DHL. Sin dall’autunno di due anni fa i sindacati orobici avevano
chiesto la stabilizzazione ritenendo l’uso della collaborazione a
progetto improprio per le mansioni, gli orari prestabiliti e la
mancanza di autonomia nello svolgimento dell’attività.
La trattativa negli ultimi mesi era passata dal livello provinciale
a quello nazionale,
in seguito alla sindacalizzazione dei collaboratori di Isonzo anche
in altri territori del nord Italia.
Il 23 maggio scorso
era stata, infine, siglata nella sede di Confcooperative a Bergamo
l’intesa nazionale
tra NIDIL-CGIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e la cooperativa
Isonzo Multiservices sulla stabilizzazione dei 417 soci
collaboratori a progetto impiegati nelle 14 filiali sparse nel Nord
Italia, Bergamo compresa.
Un certo peso nella vertenza avrebbero avuto
anche due sentenze favorevoli
all’Ufficio Vertenze CGIL e a NIDIL-CGIL di Bergamo:
risalgono al maggio
e all’ottobre
2010, quando il
Tribunale di Bergamo dichiarò,
nelle cause mosse da 2 ex collaboratori di Isonzo, entrambi
cittadini del Ghana che si erano rivolti alla CGIL,
l’illegittimità dei
contratti a progetto, riconoscendo
l’esistenza di rapporti di lavoro subordinato.
Entrambi i contratti erano stati certificati
dalla Commissione di Certificazione istituita presso l’Università di
Modena e presieduta dal noto
giuslavorista professor Michele Tiraboschi, consulente del Ministro
Sacconi.
A livello provinciale, lo scorso agosto
è stato firmato, poi, un accordo
territoriale per la stabilizzazione dei
soci lavoratori dell’unità produttiva di Bergamo, 43 lavoratori del
polo di Azzano San Paolo.
L’accordo siglato a maggio prevede la
trasformazione scaglionata dei soci collaboratori a progetto in soci
lavoratori subordinati con contratto a tempo indeterminato e
l’applicazione del Contratto Collettivo nazionale di “Logistica,
Trasporto, Merci e Spedizioni”. Nell'accordo si dà la possibilità ai
lavoratori giovani con età inferiore ai 29 anni di utilizzare
l'apprendistato ma tenendo conto dell'anzianità di collaborazione
(che pertanto verrà considerata come parte di apprendistato già
compiuto). Le unità produttive di Bergamo, Crema e Verona sono
coinvolte nella prima tranche di trasformazioni. Ci saranno
successivamente altri 4 scaglioni per la trasformazione dei
contratti nelle altre unità operative. La fase sarà conclusa entro
il 2013.
“Esprimiamo grande soddisfazione per la stabilizzazione di questi
primi 43 lavoratori. Qui, nella provincia di Bergamo, è cominciata
la trattativa e siamo particolarmente orgogliosi che da qui parta la
fase che garantirà un posto fisso a centinaia di persone anche in
altri territori entro il 2013” spiegano
i sindacati di categoria NIDIL-CGIL, FILT-CGIL, FELSA-CISL,
FIT-CISL, Uiltrasporti e Uiltemp di Bergamo.
Bergamo, mercoledì 7 settembre
2011
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