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SCHEDA INFORMATIVA CGIL
Dote
lavoro e dote formazione
Opportunità sì, ma con molti limiti
Dote
Lavoro
e Dote Formazione sono due opportunità offerte dalla
Regione Lombardia a chi cerca un lavoro o un percorso di qualificazione e
riqualificazione professionale.
La DOTE
LAVORO
consiste nella messa a disposizione di un assegno (Dote) di importo fino
a 3.000 euro, spendibile presso agenzie accreditate e servizi per
l’impiego (elenchi disponibili sul web della Cgil) per una serie di
attività finalizzate a trovare un nuovo lavoro: colloqui orientativi
individuali, bilancio delle competenze, tutoring e counseling orientativo,
affiancamento nella ricerca del lavoro, percorsi di formazione
professionale; il tutto inserito in un Piano di Intervento Personalizzato.
Possono accedere alla DOTE LAVORO cittadini residenti o domiciliati in
Lombardia (quindi anche cittadini stranieri regolarmente in Italia), di età
compresa tra i 16 e 64 anni, inoccupati (cioè che non hanno mai
lavorato), disoccupati (cioè che hanno perso il lavoro), lavoratori in
mobilità o cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS Legge
223/91).
Per i disoccupati che non percepiscono indennità di disoccupazione o di
mobilità, è previsto anche un contributo di 3.000 euro
(“indennità di partecipazione” di € 300 al mese) per
consentire l’accesso alla fruizione delle attività (rimborso spese
trasporti, baby sitter...).
La
DOTE
FORMAZIONE
consiste nella messa a disposizione di un assegno (Dote) fino ad un
ammontare di 5.000 euro spendibili presso agenzie formative
accreditate (elenco disponibile sul web della cgil), per l’accesso a
percorsi di formazione professionale (con l’esclusione dei percorsi
riferiti alle “figure normate” e cioè parrucchiere, estetista, ASA.,
OSS, ecc...). Ne hanno diritto i disoccupati e inoccupati con diploma
di scuola superiore o IV anno di formazione professionale, o laurea.
Per
accedere alla Dote bisogna rivolgersi direttamente alle Agenzie
accreditate o ai Centri per l’Impiego della Provincia (vedi elenchi).
LIMITI
DELL’INIZIATIVA
C’è
un divario tra la martellante pubblicità della Regione, a suon di costosi
opuscoli patinati e pagine acquistate sui giornali, e la realtà delle
effettive opportunità offerte. Innanzitutto ci sono delle limitazioni ed
delle esclusioni: non tutte le categorie dei lavoratori colpiti da crisi
economica possono accedere e, poi, il sistema è tutt’altro che
efficiente e trasparente.
Il
primo limite riguarda chi resta escluso. È assurdo, in
questo momento di crisi generalizzata, escludere i lavoratori in Cassa
Integrazione Guadagni Ordinaria dalla Dote Lavoro (riservata a chi
è in CIGS) e comunque i cassaintegrati di tutti i tipi dalla Dote
Formazione. Assurdo perché in situazioni di crisi aziendali si dovrebbe
favorire la ricerca attiva di altre opportunità. È anche assurdo e incomprensibile escludere dalla dote
formazione chi non ha un percorso di scuola superiore o formazione
professionale.
Anziché semplificare, la procedura della Dote è burocraticamente
complessa: i richiedenti devono fare la spola tra i Centri per l’Impiego
e le Agenzie accreditate (per la carta regionale dei servizi, per la
dichiarazione di disponibilità al lavoro, e poi ancora per la validazione
del piano individuale), il tutto senza essere sicuri che la richiesta
venga accettata perché le difficoltà di gestione del sistema operativo
centralizzato sono enormi.
La consueta volontà di centralizzazione da parte Regione costringe tutti
a servirsi del sistema on line a base regionale, che si blocca
continuamente (vi sono persone che devono tornare a rifare la coda tre o
quattro volte prima di completare l’immissione dei dati per il Piano di
Intervento personalizzato). Non vi è alcuna possibilità di controllo sul
numero e valore delle Doti assegnate alle varie agenzie accreditate il che
significa, oltre alla mancanza di trasparenza, anche impossibilità di
programmare in anticipo l’offerta da parte delle agenzie stesse e di
dare qualche certezza ai richiedenti che devono fare tutta la trafila
senza sapere se ci sono o no ancora doti disponibili.
Che l’iniziativa, così concepita, abbia molti limiti è confermato
anche dalla freddezza con cui è stata accolta in sede provinciale. La
Provincia, che è stata completamente scavalcata nonostante abbia precise
competenze sulle politiche per la formazione e il lavoro, non ha
collaborato e non ha deliberato sulle priorità dei percorsi attivabili.
Le difficoltà, in ultima analisi, ricadono sulle spalle dei disoccupati
in coda per trovare un lavoro.
Ma difficoltà ancora più rilevanti ricadono su chi vuole accedere alla
“Dote Disabili”, oltre a tutti i limiti comuni agli
altri tipi di “Dote”, i disabili in più devono fare i conti con il
conflitto tra questo provvedimento e quelli già in atto per il Piano
Provinciale Disabili con la conseguente situazione di caos organizzativo
che ha investito gli enti, prima invitati a collaborare tra loro e
mettersi in rete, e ora messi in concorrenza uno con l’altro.
Bergamo, 29 aprile 2009.
(or amb)
Presso lo Sportello
RICOMINCIO A STUDIARE della
Cgil (sportello che si occupa di educazione degli adulti, riconoscimento
di titoli di studio stranieri e inserimenti scolastici di alunni
stranieri) è possibile avere consulenza e assistenza su Dote Lavoro e
Dote Formazione, oltre che consultare allegati, normativa e modulistica.
Lo Sportello (035.3594381, mail SportelloStudiareBergamo@cgil.lombardia.it)
riceve il Martedì pomeriggio (15.30-18) e il Venerdì mattina (9-12).
Presso lo Sportello
di Segretariato Sociale INCA
Cgil di Bergamo è possibile avere consulenza e assistenza su Dote
Disabili (Tel. 035.3594380, mail SegretariatoSocialeIncaBergamo@cgil.lombardia.it).
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