CGIL BERGAMO
dipartimento mercato del lavoro

Il "Rapporto di sintesi sul mercato del lavoro in provincia di Bergamo" a cura del Comitato tecnico-operativo dell'Osservatorio provinciale del mercato del lavoro

Presentazione e Nota introduttiva


Integrando i dati di diverse fonti, la Provincia ha pubblicato (luglio 2007) un "Rapporto di sintesi sul mercato del lavoro bergamasco". Il sistema di rilevazione dati è cambiato recentemente con l'adozione di un nuovo software che, se rende più agevole per il futuro approfondire le ricerche su aspetti particolari del mercato del lavoro, rende però difficile, se non impossibile, stabilire confronti con il passato.
Molte le conferme e qualche novità.
Tra le conferme si possono ricordare:

* L'accelerazione nello sviluppo economico e occupazionale nel corso del 2006 e primi mesi del 2007 (già evidenziata dal Rapporto della Camera di Commercio).

* Il ruolo trainante delle esportazioni e della produzione industriale manifatturiera oltre che dell'edilizia.

* L'importanza dell'immigrazione alla cui regolarizzazione si deve gran parte dello sviluppo occupazionale.

* Il nuovo slancio del terziario e delle reti (aeroporto). Su questo punto resta ancora da capire quali settori del terziario sono quelli più marcatamente in espansione: i supermercati? i servizi alle imprese? le banche? Su questo punto l'Osservatorio della Provincia aprirà ora un'indagine specifica, orientata in particolare alla zona sud della provincia.

* Il permanere nel mercato del lavoro bergamasco di forti squilibri di territoriali e di genere. Sono in sofferenza le aree di montagna e continua a rimanere fortemente sotto la media regionale l'occupazione femminile.

* La dimensione maggioritaria che assumono le forme di lavoro precario per quanto riguarda le nuove assunzioni (avviamenti). Tra queste è il Lavoro a termine la forma più diffusa che raggiunge punte anche del 60% nel lavoro femminile. Massiccio anche il ricorso alla Somministrazione di mano d'opera mentre irrilevanti si confermano le forme contrattuali introdotte dalla Legge Biagi.

Tra le novità va segnalata l'importanza di poter disporre di dati integrati e soprattutto non limitati ai soli avviamenti e cessazioni (dati Centri per l'impiego).
Nelle condizioni di vita delle persone assumono sempre più peso fattori di natura non economica: il genere, l'età e l'appartenenza a una nazionalità diversa.
Questo rapporto mette bene in luce, oltre alle discriminazioni verso la componente femminile nel mercato del lavoro, il rilievo sempre maggiore che assume l'appartenenza ad una classe di età. Diminuisce sensibilmente la quota di giovani <29 che entrano nel mondo del lavoro (erano il 60% nel 2000 ora sono il 46%) e aumenta la quota di lavoratori over 40 (dal 14,9% di sei anni fa al 22,9 di oggi). L'innalzamento dell'età di assunzione non può non preoccupare per le ripercussioni sull'equilibrio del sistema pensionistico.

(or. amb.)
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Presentazione power point sintesi del rapporto Testo integrale del Rapporto (file pdf)