|
Dopo i dati regionali (vedi nostra
nota del 21 aprile scorso) anche i
dati provinciali confermano l’esistenza di un’ampia area di irregolarità
nel mercato del lavoro bergamasco e confermano l’utilità dei controlli, a
fronte di chi li considera inutili o un intralcio allo sviluppo. Basti
pensare che, grazie all’attività della Direzione Provinciale del Lavoro di
Bergamo, sono state comminate 928 sanzioni per appalto illecito
(+608% rispetto al 2009, quando le sanzioni erano state 131) e ben 1.070
in materia di sicurezza (+29% rispetto al 2009).
Nonostante il grande lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali, dagli
organismi bilaterali, dall’ASL, restano ancora altissime le violazioni in
materia di sicurezza, segno che c’è ancora molto da fare per
evitare lo stillicidio quotidiano di infortuni o ridurre l’incidenza delle
malattie professionali.
Le sanzioni in materia di appalti sono la spia del fatto che
a certe aziende non basta la fin troppo ampia gamma di soluzioni
contrattuali offerte dalla confusa normativa della Legge 30/2003 e la
ricerca di margini di profitto non sul terreno dell’innovazione e della
qualità, ma su quello della compressione dei salari spinge a forzature ed
abusi facilitati, peraltro, dalle ambiguità della norma.
Sono impressionanti i dati percentuali in materia di irregolarità: il
48,38% delle aziende ispezionate e il 46,26% dei lavoratori impiegati in
quelle aziende (2.628 su 5.681). I lavoratori in nero
accertati sono stati 518 (contro i 391 dell’anno scorso, un +32% che,
naturalmente è la punta di un iceberg).
Le irregolarità sono più diffuse nelle piccole e medie aziende: stando ai
dati del 2009 (gli ultimi disponibili su questo specifico punto), tra le
aziende ispezionate il 32% di quelle di grandi dimensioni ha ricevuto
sanzioni, contro il 48,9% di quelle di piccole dimensioni e il 46,5% delle
aziende di medie dimensioni. Ancora più evidente il divario se si guardano
i dati sul lavoro nero dei lavoratori extracomunitari (sempre dati 2009):
81,8% in aziende di piccole dimensioni, 18,2% in aziende di medie
dimensioni, 0% in aziende di grandi dimensioni.
Da questi accertamenti la DPL bergamasca è riuscita a recuperare ben 2,3
milioni di euro (più del doppio del 2009!).
Naturalmente non va dimenticato che queste percentuali non sono dati
assoluti, da estendere all’intero mondo produttivo bergamasco, ma sono
relativi alle sole aziende ispezionate, quindi già nel mirino a causa di
esposti o denunce. Sono però la spia di un’ampia area di irregolarità che
va combattuta innanzitutto con la prevenzione ma, quando serve, anche con
il lavoro degli ispettori e con le sanzioni.
Va sottolineato che la DPL di Bergamo, nonostante la diminuzione di quasi
il 10% del personale ispettivo in forza, è riuscita ad effettuare lo
stesso numero di controlli dell’anno precedente (circa 2.000) e a più che
raddoppiare gli importi sanzionatori introitati.
Bergamo, 4 giugno 2011.
(or amb)
dati forniti dalla DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI BERGAMO:
- file
Analisi risultati biennio 2009-2010 grafici BG
(xls)
dati del 2009 (presentati il 15 marzo 2010 in occasione del convegno
"Lavoro sommerso nella Provincia di Bergamo, analisi e prospettive" a cura
di Isabel Perletti e Samuele Rota per l'Università degli studi di Bergamo)
- file
estratto presentazione pag. 14-19
(pdf)
la nota di commento
sui dati regionali
Il
54,92% di irregolarità nelle aziende ispezionate
Diffusi i risultati delle ispezioni in Lombardia
“Troppi
controlli sulle imprese” titola a sei colonne un
articolo del Sole24ore
di oggi che riporta la dichiarazione del Ministro Giulio Tremonti.
Se prima di dichiarare, il Ministro avesse letto i dati diffusi in questi
giorni dalle Direzioni Regionali per il Lavoro sarebbe stato più prudente.
Ecco qualche dato che riguarda la Lombardia:
- Su 18.211 aziende ispezionate nel 2010, 8.192 (=54,92%) sono
risultate in posizione irregolare.
- Su 55.963 lavoratori cui sono riferiti gli accertamenti, 23.103
(=41,28%) sono risultati in posizione irregolare. Di questi, 4.892 sono
risultati “in nero”, di cui 466 clandestini
- Il recupero di contributi e premi è stato, sempre per il 2010,
di 34 milioni di euro e le sanzioni sono state di 19 milioni di euro.
Se poi si vuole verificare anche cosa hanno recuperato altri enti, si
vedrà che in Lombardia l’INPS ha recuperato 92 milioni di euro, l’INAIL 7
milioni, l’ENPALS 5 milioni, l’ENASARCO 7 milioni, in tutto un totale di
146 milioni di euro.
Se si considerano i risultati complessivi degli enti previdenziali e
assistenziali la percentuale di irregolarità è del 57,89% (si vedano le
tabelle allegate), una percentuale davvero sconcertante, specie se si
considera che alcuni dei dati sono in netta crescita: la percentuale di
irregolarità riguardo i lavoratori (41,28%) era del 17,53% nel 2006 e via
via salita fino al 24,17% del 2009 e arrivata poi al record del 41,28% del
2010. Non basta, quindi, un’espansione dei rapporti di lavoro meno
garantiti (collaborazioni, tempo determinato, prestazioni occasionali e
tutte le altre forme “atipiche” che in Lombardia nel 2010 hanno
rappresentato il 76% degli avviamenti al lavoro) ma su chi è già in
posizione così debole si abbatte anche la penalizzazione
dell’irregolarità.
Va detto che le percentuali sono così elevate anche perché le ispezioni si
concentrano sui casi oggetto di segnalazioni o denunce o già nel mirino,
ma in ogni caso i numeri sono così elevati che confermano l’esistenza di
un’ampia area di irregolarità e di evasione.
Da sottolineare, infine, il basso e decrescente numero personale ispettivo
dedicato: 296 elementi contro i quasi 400 dei due anni precedenti.
Bergamo, 21 aprile 2011.
(or amb)
dati forniti dalla DIREZIONE REGIONALE DEL LAVORO LOMBARDIA:
- file
Vigilanza Lombardia 2010 (xls)
- file
Analisi risultati quinquennio 2006-2010 GRAFICI (xls)
|