CGIL BERGAMO
Dipartimento Welfare

16 settembre 2011

LA RIORGANIZZAZIONE DELL’EMERGENZA URGENZA: OBIETTIVI CONDIVISIBILI MA VA CONTROLLATA LA REALIZZAZIONE E VANNO PREVISTE SOLUZIONI DIVERSE PER I TRAUMI DI MEDIA GRAVITÀ
 


Ha creato un certo allarme la riorganizzazione dei servizi di pronto soccorso e 118 soprattutto perché piovuta nei territori senza alcun coinvolgimento degli Enti Locali e del vasto mondo associativo del volontariato. Come al solito la Regione procede in modo centralistico e poco partecipativo, nonostante l'esibita retorica sulla sussidiarietà.

Eppure stavolta la Regione avrebbe avuto tutto da guadagnare nel promuovere e pubblicizzare una riforma che, se sarà applicata correttamente, potrà produrre effetti positivi sul sistema dell'emergenza urgenza.

Un sistema difficile da riorganizzare perché fortemente condizionato dal distorto sviluppo di questi anni che ha concentrato in città e negli immediati dintorni le più importanti strutture di emergenza urgenza e lasciato interi territori con livelli assistenziali meno strutturati o assenti e con una rete stradale che rende difficoltosi gli spostamenti urgenti per una parte ancora rilevante della provincia.   

I provvedimenti in corso di attuazione suddividono il territorio in zone più ampie che non le singole province e con forte coordinamento interprovinciale: in questo modo potrebbero uscire da una condizione di marginalità le zone periferiche e di confine (come, ad esempio, il basso Sebino o l’estremo margine orientale dell’Isola).

Con la riorganizzazione proposta saranno maggiormente medici e infermieri a recarsi presso le emergenze, anche con l'aiuto di tecnologie innovative e con l'obiettivo della tempestività.

Un'organizzazione che dovrebbe assicurare livelli assistenziali più elevati che non strutture di esigue dimensioni, con poca tecnologia, senza il sostegno di équipe specialistiche, abbandonate di fatto a se stesse. Naturalmente questi sono i propositi e gli obiettivi e sarà necessario controllare che davvero le cose vadano come ci si propone, per questo Enti Locali e realtà territoriali dovranno trovare, con AREU e Ospedali, periodici momenti di monitoraggio e verifica.

Se si fanno passi avanti per le emergenze più gravi, resta però il problema dell’assistenza tempestiva ad emergenze certamente meno gravi ma comunque bisognose di risposta come ferite di media gravità, piccoli infortuni sul lavoro, traumi domestici: emergenze per le quali se non si può certo pensare all’intervento dell’auto medicalizzata non si possono nemmeno accettare come ordinaria normalità i 40-60 minuti di viaggio da Sarnico a Bergamo o 30-40 verso Iseo.

Un problema cui va trovata una soluzione, anche per non far gravare sui codici rossi le situazioni comunque urgenti ma di minor gravità.

 Bergamo, 16 settembre 2011.

Orazio Amboni (Dipartimento Welfare Cgil Bergamo, d’intesa con CGIL COMPRENSORIO VALLE CAMONICA SEBINO)

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