CGIL BERGAMO
Dipartimento Welfare

22 settembre 2011

LA REGIONE DIMINUISCE I RIMBORSI TARIFFARI PER I RICOVERI DA FUORI REGIONE. PENALIZZATA LA MOBILITÀ INTERREGIONALE, MESSI SULLO STESSO PIANO CASI GRAVI E INTERVENTI DI ROUTINE
in una delibera estiva approvate misure di risparmio sui bilanci di ricovero e ambulatoriale – passo indietro sui ricoveri extra-budget: rischi di liste di attesa e code per le più gravi malattie
 


Con la DGR 2057 del 28 luglio (pubblicata nel BURL n. 31 del 2 agosto 2011, reperibile sul sito web della Regione Lombardia) sono state adottate misure di taglio della spesa conseguenti ai minori trasferimenti dello Stato. Oltre ad una lunga e complessa revisione della codificazione DRG, è stata introdotta una riduzione dell’1% delle quote a contratto per i ricoveri e del 4% per la specialistica ambulatoriale, misure che, specie negli ultimi mesi dell’anno possono causare disagi e prolungamento delle liste d’attesa.
Sono stati introdotti dei tetti anche per le attività prima considerate “extra-budget” (dialisi, radioterapia, interventi per malattie oncologiche …); in caso di superamento della spesa 2010 saranno introdotte regressioni tariffarie; la messa fuori budget (quindi pagate comunque e non soggette a tetto) di queste prestazioni era stata da tutti salutata come una scelta civile di grande sensibilità verso i malati più gravi che ora, invece, rischiano di subire le conseguenze delle politiche di risparmio, al pari di prestazioni certamente meno urgenti e indispensabili.
La stessa cosa avviene per la remunerazione tariffaria dei ricoveri da fuori regione che, dal 1° luglio 2011, saranno pagati non più con le tariffe DRG regionali ma con la più bassa “Tariffa Unica Convenzionale” (TUC). Sull’argomento ha aperto le ostilità l’AIOP, associazione dell’ospedalità privata, con ripetuti interventi sul Corriere della Sera (vedi link in calce); nessuna voce, finora si è sentita dall’ospedalità pubblica nonostante questa accolga la maggioranza dei ricoveri da fuori regione. Ma va detto che sarebbe meglio uscire dalla genericità e distinguere tra prestazione e prestazione. La mobilità attiva interregionale, presentata sia dall’AIOP (anche in un recente convegno a Bergamo) che dalla Regione come un indicatore di qualità e successo della sanità lombarda, e per questo incentivata e favorita, non sempre è un fatto positivo. Per alcune prestazioni di altissima complessità, che richiedono alta specializzazione del personale e tecnologia d’avanguardia, può essere un bene evitare la proliferazione dei punti di offerta per concentrarli, invece, in poche strutture a livello nazionale. Per interventi più di routine è tutto da dimostrare che sia un bene favorire la mobilità dei pazienti da una parte all’altra dell’Italia. Meglio sarebbe porsi l’obiettivo, anche con l’aiuto delle strutture d’avanguardia (sia pubbliche che private), di far crescere competenze e punti di offerta di qualità in ogni regione.
Come è stato rilevato nel recente convegno AIOP di Bergamo (16 febbraio 2011), il 3,2% dei ricoveri bergamaschi sono da fuori regione; di questi il 54% è accolto negli ospedali pubblici e il 46% in quelli privati. Una parte rilevante di questi ricoveri si posiziona nell’area dell’alta complessità (oltre il 30%).
La delibera di luglio, con la riduzione del rimborso, colpisce indifferentemente tutti i tipi di intervento, mentre sarebbe stato più equo disincentivare quelli a bassa complessità, facilmente eseguibili in ogni regione.

Bergamo, 22 settembre 2011.
(or amb)


Link articoli sul Corriere della Sera:
- del 21 settembre 2011
- del 22 settembre 2011.

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